Arriva nella mia casella di posta elettronica, e pubblico:

Dear Reader,
I’d like to inform you about important changes at Economist.com.  (…) Beginning October 13th, we will be limiting access to certain sections of our site to subscribers only. […]
The print edition contents page, which offers a convenient way to browse articles and features from the latest issue of The Economist, will also be limited to subscribers only.

Dunque anche l’Economist limiterà l’accesso alla versione online dei suoi articoli cartacei – a quanto sembra, tra l’altro, drasticamente.
E’ finita l’era del free content? Ma soprattutto: se anche uno dei pochi settimanali di informazione politica ed economica che sta resistendo brillantemente alla crisi dell’editoria sceglie questa strategia di mercato, quanto legittime sono le nostre critiche quando, io ed altri, ci ergiamo a paladini della libera diffusione dell’informazione specializzata?