L’Agenzia Italiana del Farmaco deve mettersi sotto e valutare la pericolosità di oltre trentamila prodotti omeopatici. Dal momento che si tratta di sancire la loro innocuità per la salute del consumatore, che i prodotti omeopatici non possono per definizione contenere dosi letali di principio attivo (meglio: spesso non ne contengono neppure una molecola) e che io sto cercando un lavoro di tutto riposo, mi chiedevo se all’Aifa vi fossero posizioni aperte.