E così mi son detto: insomma, perché non inauguri una serie di post in cui suggerisci letture che hanno a che fare con ciò che avviene o è avvenuto nel recente passato, letture non facilmente accessibili, né necessariamente interessanti, genericamente lunghe e sicuramente stancanti?

Sì, mi son detto: sarebbe perfetto per far affezionare i lettori di questo blog! Perciò, ecco qui:

  • una variazione sul tema, nella quale una manica di economisti spiega perché, nonostante tutto, l’Europa rischia più degli Stati Uniti
  • una buona testimonianza del tempo che ci si impiega per produrre un documento sensibile (l’avete già capito, parlo di questo: l’amministrazione è stata così buona da aver deciso di distribuirne pubblicamente una versione depurata, sì, ma corposa, che voi non potrete fare a meno di leggere – anzi, vi limiterete all’Executive summary, ma senza dimenticare che non si può studiare la NPR senza tenere in considerazione la Quadriennal Defense Review – tanto pompata quanto ordinaria, ma voi non lo saprete finché non l’avrete letta)
  • il magnifico leader dell’Economist di un paio di settimane fa sullo stato delle scienze del clima (e il ghiotto articolo su Le scienze di aprile, ‘Le vere lacune dei modelli climatici’: non ne vale la pena, per più che l’articolo è accostato ad un’accozzaglia di altri saggetti che sciolti in acqua generano un amalgama purulento sulla necessità di cambiare la Terra altrimenti noi si muore tutti, e di cambiarla molto stilosamente, verso Terra 3.0, quando all’improvviso un tizio fa irruzione con un discorso molto bakunian-luddista sulla deterministica necessità di abbandonare l’idea di crescita e tornare candidi a coltivare il nostro giardino – ma non era un’evoluzione verso un nuovo sistema sostenibile?, vi domanderete, sfoogliando l’atlante del Nuovo mondo e chiedendovi dove cazzo si trovi Arcadia – e insomma, la lettura de Le scienze è sconsigliata, ma voi non potete saperlo, perciò leggetevi anche quello)
  • Austerlitz di Winfried Georg Sebald.